Post taggati con " informatica"
Gen 25, 2011 - Informatica    2 Commenti

La Tombola di Kekko

La Tombola di Kekko

Sono passati un po’ di giorni dall’ultimo mio post, il motivo di questa assenza è dovuto al fatto che sto

sviluppando un programmino e dedico parte del mio tempo libero a quello.
Come avrete già capito dal titolo del post, si tratta di un programma che simula il tabellone di una tombola.
La necessità di sviluppare questo software nasce dal fatto che anche il nostro oratorio si sta aggiornando.
Probabilmente, già dalla prossima tombolata, non si userà più il “vecchio”, molto bello ma poco funzionale (per il

peso) tabellone elettronico ma si proietterà semplicemente un tabellone sul telo.
Ho deciso di sviluppare il programmino utilizzando Visula Basic 2008 Express (scaricabile gratuitamente).
Inizialmente doveva essere un semplice tabellone diviso in 90 celle che si coloravano quando venivano cliccate.
Poi ho pensato che era brutto vedere la freccina del mouse che si muoveva sul telo e ho pensato a modi alternativi

per far accendere le celle.
Pian piano poi ho aggiunto altre funzionalità che rendono il programma più completo.
Qui potete vedere come si presenta ora l’interfaccia.

Continua »

Dic 13, 2010 - Informatica    Non ci sono Commenti

Tabella codici colore HTML

Tabella codici colore HTML

Riporto qui sotto una tabella con i codici colore più utilizzati in HTML.
Naturalmente per usarli dovrete anteporre il simbolo cancelletto ‘#’ al codice.

FFFFFF

E4E4E4

C0C0C0

999999

666666

000000

FF0000

FF0033

FF0066

FF0099

FF00CC

FF00FF

FF3300

FF3333

FF3366

FF3399

FF33CC

FF33FF

FF6600

FF6633

FF6666

FF6699

FF66CC

FF66FF

FF9900

FF9933

FF9966

FF9999

FF99CC

FF99FF

FFCC00

FFCC33

FFCC66

FFCC99

FFCCCC

FFCCFF

FFFF00

FFFF33

FFFF66

FFFF99

FFFFCC

FFFFFF

CC0000

CC0033

CC0066

CC0099

CC00CC

CC00FF

CC3300

CC3333

CC3366

CC3399

CC33CC

CC33FF

CC6600

CC6633

CC6666

CC6699

CC66CC

CC66FF

CC9900

CC9933

CC9966

CC9999

CC99CC

CC99FF

CCCC00

CCCC33

CCCC66

CCCC99

CCCCCC

CCCCFF

CCFF00

CCFF33

CCFF66

CCFF99

CCFFCC

CCFFFF

990000

990033

990066

990099

9900CC

9900FF

993300

993333

993366

993399

9933CC

9933FF

996600

996633

996666

996699

9966CC

9966FF

999900

999933

999966

999999

9999CC

9999FF

99CC00

99CC33

99CC66

99CC99

99CCCC

99CCFF

99FF00

99FF33

99FF66

99FF99

99FFCC

99FFFF

660000

660033

660066

660099

6600CC

6600FF

663300

663333

663366

663399

6633CC

6633FF

666600

666633

666666

666699

6666CC

6666FF

669900

669933

669966

669999

6699CC

6699FF

66CC00

66CC33

66CC66

66CC99

66CCCC

66CCFF

66FF00

66FF33

66FF66

66FF99

66FFCC

66FFFF

330000

330033

330066

330099

3300CC

3300FF

333300

333333

333366

333399

3333CC

3333FF

336600

336633

336666

336699

3366CC

3366FF

339900

339933

339966

339999

3399CC

3399FF

33CC00

33CC33

33CC66

33CC99

33CCCC

33CCFF

33FF00

33FF33

33FF66

33FF99

33FFCC

33FFFF

000000

000033

000066

000099

0000CC

0000FF

003300

003333

003366

003399

0033CC

0033FF

006600

006633

006666

006699

0066CC

0066FF

009900

009933

009966

009999

0099CC

0099FF

00CC00

00CC33

00CC66

00CC99

00CCCC

00CCFF

00FF00

00FF33

00FF66

00FF99

00FFCC

00FFFF

Test Monitor

 Test Monitor

Alcuni test per la verifica del funzionamento del monitor e per la sua regolazione ottimale.
La pagina del MONOSCOPIO mostra tutti i test insieme per un rapido esame del monitor.

Indice


Introduzione

1. Scala di grigi

2. Risoluzione

3. Colore

4. Separazione colori

5. Regolazione gamma

6. Temperatura di colore

Considerazioni conclusive

Introduzione

Un monitor mal regolato ne riduce l’utilità perché:

  • Un contrasto e una luminosità insufficienti o troppo elevate possono impedire di vedere sfumature tenui nelle immagini, riducendo così l’informazione percepibile.
  • La risoluzione spaziale influisce sul livello di dettaglio delle immagini e dei testi. Una risoluzione insufficiente rende i bordi dei caratteri sfumati e affatica la vista.
  • Una separazione dei colori non adeguata produce il deleterio effetto di rendere colorati i bordi dei caratteri, e anche questo affatica la vista.
  • Una cattiva calibrazione dei colori altera la corretta interpretazione delle immagini. Per coloro che si occupano di grafica, ciò porta a produrre immagini dalle tonalità sbagliate.

Le immagini qui sotto dimostrano quello che può capitare con un monitor mal regolato:

Immagine normale. La distribuzione dei colori è tutta compressa intorno a livelli di grigio molto scuri. Questo può mettere in difficoltà un monitor non perfettamente regolato. Contrasto insufficiente. I vari dettagli dell’oggetto riprodotto, sebbene visibili, appaiono distribuiti su di un intervallo troppo ristretto di livelli di grigio. Contrasto eccessivo. Le scritte e i LED sul frontalino non sono più percepibili. Su immagini con un più ampio spettro di tonalità, un elevato contrasto può dare l’illusione di una maggiore nitidezza, quando in realtà si ha una perdita di informazione.

Non è possibile regolare il monitor semplicemente visualizzando immagini scelte a caso, ma occorre un metodo più sistematico e preciso. Qui presento un insieme di immagini di test che permettono di verificare in modo semplice ed efficace il risultato delle regolazioni fatte. Ogni test è mirato ad una specifica regolazione.

Alcune sigle utilizzate in questo testo:

CRT (catode-ray tube): il tubo a raggi catodici è una (pesante!) ampolla di vetro dentro alla quale un cannone elettronico spara elettroni contro uno schermo di sostenze fosforescenti. Opportuni campi magnetici pilotano il fascio di elettroni in modo da dirigerlo sui vari punti dello schermo, fino a comporre l’immagine che vediamo.
Non esiste corrispondenza tra i pixel generati dalla scheda video e i pixel della maschera forata visibili sulla superficie del tubo catodico, sicché i monitor CRT possono operare su varie risoluzioni, per esempio 800×600 o 1024×768. Ovviamente al crescere della risoluzione impostata sulla scheda video, si riduce la nitidezza dei dettagli visibili sullo schermo.

LCD (liquid crystal display): in questo tipo di monitor, decisamente più leggero e compatto del tipo CRT, lo schermo è costituito da una fitta rete di cellette; ogni celletta dispone di una coppia di elettrodi che, grazie al campo elettrico generato, agiscono sull’orientamento dei cristalli regolando la frazione di luce che emerge dallo sfondo uniformemente illuminato. Esiste una corrispondenza precisa tra i pixel generati dalla scheda video e i pixel dello schermo LCD, per cui questo tipo di monitor operano bene solo a una data risoluzione.
Per i monitor con ingresso analogico si pone il problema della perfetta sincronizzazione tra il segnale generato dalla scheda video e l’immagine visualizzata.

OSD (on-screen display): il monitor dispone di una piccolo computerino che visualizza direttamente sullo schermo i menu e i valori di regolazione eseguiti. Queste informazioni vengono presentate in una finestrella sovrapposta all’immagine prodotta dal computer.
L’OSD riduce il numero dei pomelli di regolazione e in generale consente regolazioni più raffinate. E’ disponibile su molti monitor CRT e LCD moderni.

Passiamo ora in rassegna i vari tipi di test proposti. E’ disponibile anche una sorta di MONOSCOPIO che li riassume tutti in una unica schermata. Nel monoscopio i test più importanti sono ripetuti per verificare le varie aree dello schermo.

1. Scala di grigi

Permette la corretta regolazione della luminosità e del contrasto:

Scala di grigi
A A A A A A A A

Impostare luminosità e contrasto su valori medi, e poi controllare che tutti i livelli di grigio siano distinguibili. Eventualmente agire sulla luminosità portandola su 3/4 e poi su 1/2, e confrontare il risultato.
Quindi, portare il contrasto a 3/4 e poi a 1/2 e ripetere le regolazioni della luminosità fino ad ottenere la regolazione ottimale.
Per una regolazione perfetta, al centro di ogni casella si dovrebbe vedere la lettera A.

IMPORTANTE: Sia i monitor CRT che i monitor LCD dispongono di due insiemi
di regolazioni: la luminosità e il contrasto sono generalmente
direttamente gestibili dall’utente dal pannello frontale, mentre la
regolazione delle intensità dei singoli colori spesso
richiede di agire su controlli più nascosti; per i monitor CRT
può essere necessario rivolgersi a un tecnico perché
bisogna intervenire sulla elettronica interna. Capita che i valori
delle luminosità dei singoli colori siano già al massimo,
sicchè i controlli di luminosità e contrasto non permettono
di esplorare l’intera gamma delle regolazioni. E’ bene allora che il
livello di luminosità dei singoli colori venga impostato su
valori intermedi.

2. Risoluzione

Permette la corretta regolazione della focheggiatura (per monitor CRT)
e la corretta regolazione di fase e clock (per monitor LCD).

Risoluzione

Si dovrebbero distinguere nitidamente le linee orizzontali a sinistra e le
linee verticali a destra.

Tipicamente i monitor CRT se la cavano bene con le
linee orizzontali, che appaiono ben separate, mentre hanno dei problemi con le
linee verticali, che potrebbero apparire come un’area grigio uniforme.
In questo caso potrebbe aiutare ridurre la risoluzione dello schermo,
per esempio da 1024×768 a 800×600, oppure ridurre la frequenza di
scansione. Altrimenti bisogna intervenire sulla regolazione del fuoco.
In genere i monitor CRT non hanno una regolazione del fuoco accessibile
all’utente, ma occorre aprire il case del monitor ed intervenire sulla
regolazione posta sul generatore dell’alta tensione. In questi casi deve
intervenire un tecnico perché le alte tensioni possono essere
molto pericolose (si può rimanere fulminati anche a monitor spento
e scollegato dalla rete elettrica).

Per i monitor LCD sono disponibili dei controlli OSD oppure degli appositi
software forniti dal produttore per regolare la corretta “focheggiatura”. In
realtà per i monitor LCD non esiste un vero e proprio concetto di
focheggiatura, ma piuttosto può presentarsi un difetto di sincronia che
rende le immagini poco nitide in certe aree dello schermo producendo un
caratteristico motivo retinato.

Per entrambi i tipi di monitor bisogna fare la verifica sia per
l’area centrale, sia per le aree periferiche dello schermo.

3. Colore

Permette di regolare l’intensità relativa dei colori.

Colore
R G B
A A A A A A A A
A A A A A A A A
A A A A A A A A

Le tre righe mostrano intensità crescenti di rosso, verde e blu.
Per una buona regolazione, è necessario che tutti i livelli di
colore siano distinguibili.
All’interno di ogni casella c’è un lettera A in leggero
contrasto che dovrebbe essere sempre visibile.

Se le regolazioni di luminosità e contrasto sono già state
fatte, probabilmente anche questo test darà esito positivo.
Altrimenti si dovrà di nuovo intervenire, eventualmente agendo
sulle intensità dei singoli colori, come è già
stato discusso al punto 1.

4. Separazione colori

Permette di controllare la corretta focheggiatura dei colori:

Separazione colori
R-G R-B G-B

L’immagine di test mette a dura prova non solo la risoluzione spaziale
del monitor, ma anche la sua capacità di separare punti adiacenti di
colori diversi. La prima casella mostra linee rosse e verdi alternate.
La seconda casella mostra linee rosse e blu alternate. La terza casella
mostra linee verdi e blu alternate.
In tutti i tre casi si dovrebbero percepire distintamente le linee verticali
e si dovrebbero distinguere i due colori che le compongono.

ATTENZIONE! L’occhio umano ha una risoluzione limitata, ed inoltre tende
a unire l’informazione dandone una interpretazione collettiva. In altri
termini, è normale che, visti da lontano, le tre celle appaiano non
come linee distinte, ma ciascuna come una chiazza uniforme di colore. Per
apprezzare la separazione delle righe può essere necessario
accostarsi al monitor più di quanto faremmo per la normale visione.

5. Regolazione gamma

Il nostro occhio ha una sensibilità non lineare al variare della intensità
luminosa, e tende a notare piccole differenze di sfumatura alle basse
intensità, mentre ha una minore capacità di separazione per le alte intensità
luminose. Si usa dire che l’occhio ha una sensibilità di tipo logaritmico.

Ora, la tecnologia attuale delle schede video riserva 8 bit per ogni piano di
colore RGB, che equivale a dire 256 livelli di grigio o 256 intensità di
bianco. Rimane da definire come questi 256 possibili valori debbano essere
tradotti in una intensità luminosa emessa dal monitor per quel dato pixel.
Quello che uno si aspetta è che al pixel RGB=0,0,0 corrisponda il nero
assoluto, mentre al pixel RGB=255,255,255 corrisponda la massima intensità di
luce che il monitor può emettere; i valori intermedi producono intensità di
luce proporzionali a questo valore. Purtroppo le cose non sono così semplici.
Per prima cosa, nessun monitor è capace di produrre un nero assoluto, né del
resto questo nero assoluto servirebbe, dato che lavoriamo sempre in ambienti
sia pur tenuamente illuminati. La seconda cosa è che la sensibilità logaritmica
dell’occhio comporterebbe un cattivo sfruttamento dei scarsi e quindi preziosi
256 livelli di quantizzazione dell’intensità di luce, con livelli scuri troppo
radi e livelli chiari troppo simili e indistinguibili.

In definitiva, la relazione tra l’intensità luminosa I emessa da
un pixel grigio R,G,B=p,p,p e il livello di grigio
p in generale non è lineare, ma segue una legge di tipo esponenziale:

I = Imin + (ImaxImin)
( p/255)γ

dove Imin e Imax sono le
intessità di luce minima e massima che il monitor può
emettere con la regolazione di luminosità e contrasto impostati;
p è il livello di grigio compreso tra 0 e 255; γ (gamma)
è l’esponente responsabile della non linearità della
funzione.

 
 


Curva gamma

Intensità di luce emessa in funzione del livello di grigio per diversi
valori di “gamma”.
 
 

Osservando il grafico, notiamo che per un livello di grigio 0 si ha
l’intensità di luce minima, mentre per un livello di grigio 255
si ha l’intensità massima. Per i livelli di grigio intermedi si
hanno intensità di luce intermedi, ma il valore esatto dipende
dall’esponente gamma scelto.

Per γ=1 abbiamo una relazione lineare tra livello di grigio e intensità
luminosa. Al crescere di γ abbiamo una crescente compensazione
della sensibilità non-lineare del nostro occhio, che porta a un migliore
sfruttamento dei livelli di quantizzazione dell’intensità luminosa.
Il valore di gamma raccomandato è γ=2.0 perché
questo è il valore con il quale più spesso lavorano i
grafici che producono le immagini che vediamo.

Per γ=1.0 l’intensità luminosa intermedia si ha con il livello
di grigio 128.
Per γ=2.0 il livello di grigio 180 produce una intensità luminosa
intermedia.
Questa osservazione sta alla base del meccanismo di funzionamento del test
che proponiamo qui sotto.

Ogni riquadro è composto da un bordo di colore grigio uniforme e
da un quadrato più interno composto da tante righine bianche e nere
alternate. Bisogna allontanarsi dal monitor un paio di metri fino a quando le
righine non sono più distinguibili e appaiono come un’area grigia uniforme.
Da questa posizione controllare in quale dei riquadri il quadrato più
interno risulta dare una impressione di grigio uguale al grigio del bordo
circostante e il bordo di separazione risulta indistinto. Il numero che
si legge sopra al quadrato è l’esponente γ effettivo corrente.

 
 

Regolazione γ
1

1.2

1.4

1.6

1.8

2

2.2

2.4

2.6

 
 

Se il gamma del proprio monitor si discosta molto dal valore ideale 2.0
occorre agire suoi controlli del monitor, oppure sulle impostazioni della
scheda video. In Windows spesso il driver della scheda video offre questo
tipo di regolazione. In X Window si può usare il comando
xgamma -gamma gamma e impostare il valore trovato
nella sezione Monitor della configurazione di X Window. In
MacOS X vedere sotto “Preferenze di Sistema” –> “Monitors” –>
“Colors”.

Nota. Certe schede video permettono di regolare il gamma in modo
digitale impostando direttamente il valore “2.0” nella loro memoria. Ci si può
chiedere allora che scopo ha questo test. Lo scopo è duplice: fidarsi è bene,
ma controllare è meglio; la risposta dei monitor, soprattutto i CRT, non è
affidabile e va regolata impostando un gamma corretto. E’ quindi perfettamente
normale se dovremo impostare sulla nostra scheda video un valore di gamma che
differisce da quello che risulta dal test. Il gamma dato dal nostro test
è quello effettivo che risulta dalla interazione tra la scheda video
e il monitor.

Temperatura di colore

Le sorgenti di luce hanno una diversa composizione spettrale. Il grafico qui
sotto mostra come diverse sorgenti di luce distribuiscono la loro energia sulle
varie lunghezze d’onda. Una lampadina a incandescenza da 40W appare
giallo/rossa perché emette luce principalmente intorno a questi colori. In una
giornata di Sole pieno, invece, la luce approssima un po’ meglio quella
“bianca”, cioè con distribuzione uniforme dell’energia sull’intervallo delle
lunghezze d’onda della luce visibile al nostro occhio, con una leggera
prevalenza di blu dovuta al cielo.

 
 



Intensità della luce emessa alle varie lunghezze d’onda per alcune sorgenti di
luce. L’occhio umano è sensibile solo a uno stretto intervallo di lunghezze
d’onda comprese tra 400 e 800 nanometri.

 
 

E’ evidente che i colori degli oggetti cambiano a seconda della composizione
spettrale della luce che li illumina. Ad esempio, una parete bianca che
riflette tutti i colori nello stesso modo risulterà non bianca, ma del colore
della sorgente di luce, e come tale verrebbe registrata da una
telecamera o da una fotocamera.

Il nostro sistema di visione biologico ha invece un comportamento adattivo sofisticato, e compensa la composizione spettrale permettendoci (entro certi limiti) di riconoscere i colori delle cose anche in presenza di luce non bianca. Per questo siamo in grado di riconoscere la parete bianca anche quando illuminata da una lampada a incandescenza che emette una luce giallognola. In questo caso il nostro cervello compensa aggiungendo blu e togliendo rosso.

Ma la stessa operazione di compensazione che il nostro cervello applica al muro, la applica anche alle immagini del computer. Di conseguenza lo sfondo delle pagine WEB che con la luce del giorno appariva perfettamente bianco, nella stanza illuminata dalla nostra lampadina a incandescenza assume una tonalità che tende al blu.
Per correggere la percezione del colore e riprodurre le tonalità corrette, dovremo quindi applicare al monitor la correzione inversa. Nel caso del nostro esempio dovremo sottrarre blu e aggiungere rosso.

Di solito i monitor non permettono di regolare la composizione spettrale separatamente per i tre colori RGB, ma dispongono solo di una soluzione semplificata dove l’utente può impostare la “temperatura di colore”.
Questa temperatura di colore è la composizione spettrale della luce emessa da un corpo nero riscaldato alla temperatura specificata.
Il corpo nero è un modello termodinamico astratto del comportamento di un corpo caldo. In effetti il Sole si comporta in modo molto prossimo al modello teorico; le lampadine e le altre luci artificiali un po’ meno.
In definitiva all’utente viene richiesto di impostare la temperatura di colore della sorgente di luce ambientale, generalmente compresa tra 6000 gradi (il Sole) e 2500 gradi (lampadina); l’elettronica del monitor provvede poi a calcolare la compensazione opposta per riprodurre la giusta tonalità di bianco. E’ una regolazione piuttosto spartana, ma sufficiente per la visione.

La prima regolazione da provare è impostare nel monitor la temperatura di colore corrispondente alla luce ambientale. Ma non è il caso di fidarsi troppo delle impostazioni di fabbrica. La verifica della regolazione della temperatura di colore è piuttosto semplice: dare al nostro occhio il tempo di adattarsi alla luce ambientale, quindi verificare sul monitor che il colore bianco (e magari un livello di grigio intermedio) non appaia colorato. Se appare una dominante blu o blu/verde allora bisogna diminuire la temperatura di colore di riferimento, e viceversa se compare una dominante rossa o rosso/giallo. Notare che non abbiamo detto nulla nel caso compaiano altri colori strani: in questo caso i colori sono sbilanciati e bisogna intervenire con controlli più completi se disponibili (vedere OSD, oppure scheda video, oppure sistema grafico software), oppure agendo sulle regolazioni interne del monitor.

Attenzione!
Certe schede video supportano la regolazione della temperatura di colore.
Fare attenzione a non sovrapporre la regolazione fatta sulla scheda video con la regolazione fatta sul monitor. Per esempio, disabilitare un dispositivo impostando la temperatura massima (6000 gradi) e fare le regolazioni sull’altro.

Curiosità. In generale gli uccelli hanno una capacità visiva superiore alla nostra, sia come risoluzione angolare, sia come risoluzione colore. La nostra retina dispone solo di tre tipi di cellule sensibili a varie regioni dello spettro, le regioni del rosso, del verde e del blu. Quindi noi uomini vediamo solo tre colori e le loro infinite miscele, cioè il nostro spazio del colore ha solo 3 dimensioni. Certi uccelli (come i piccioni) hanno invece cinque tipi di cellule sensibili ad altrettante regioni dello spettro, e quindi vedono il colore a 5 dimensioni. Probabilmente le immagini scomposte in RGB che noi riproduciamo sul monitor e sulle pellicole fotografiche sono per loro ridicolmente colorate, e forse del tutto irriconoscibili. Per sperimentare lo stesso sconcerto, basta fare una prova con un programma di fotoritocco: prendere una fotografia ed eliminare un colore RGB o fondere tra di loro due colori. Buona visione!

Considerazioni conclusive

Regolare correttamente la frequenza di quadro. I monitor CRT hanno bassa persistenza e producono un fastidioso e stancante sfarfallio alle basse frequenze di quadro. Se possibile usare una frequenza superiore. A 75 Hz è difficile percepire lo sfarfallio, ma 85 Hz è ancora meglio. Tenere però conto che al crescere della frequenza l’elettronica soffre perché i componenti si riscaldano di più e si deteriorano prima. Inoltre a volte la risoluzione spaziale tende a diminuire all’aumentare della frequenza. Se il monitor non può raggiungere alta frequenza di quadro e alta risoluzione, allora bisogna scegliere o l’una o l’altra. Anche l’elettronica invecchia: i sintomi di un monitor che sta tirando le cuoia sono una riduzione della luminosità, del contrasto e delle risoluzione.

I monitor LCD sono costruiti per funzionare tipicamente a 60 Hz.
Grazie alla alta persistenza dei cristalli liquidi, non si percepisce lo sfarfallio. Usare frequenze di quadro più alte non porta miglioramenti o il monitor non funziona per nulla.

Lo sguardo deve cadere perpendicolarmente al centro della superficie dello schermo. Guardando il monitor da angolazioni diverse si hanno deformazioni della immagine, mentre nei monitor LCD la luminosità e il contrasto decadono rapidamente.

Ricordare anche di mantenere la testa a una distanza adeguata dallo schermo, che dovrebbe essere paragonabile alla stessa distanza alla quale porremmo un libro. Una distanza eccessiva costringe a faticare parecchio per distinguere i dettagli più piccoli. E’ vero che i monitor CRT emettono dannose radiazioni X, ma il loro effetto sull’organismo a dosi così basse non è mai stato evidenziato. Invece, è ben noto che sforzare la vista ha delle conseguenze fastidiose (lacrimazione, stanchezza, vertigini, emicrania) e, alla lunga, pericolose.

Utilizzi diversi possono richiedere regolazioni diverse. Ad esempio, se la destinazione d’uso principale del monitor è la lettura di testi, tipicamente sono preferibili alto contrasto e bassa luminosità. Viceversa per la visualizzazione di fotografie, dove invece desideriamo cogliere anche le sfumature più lievi. Il disegnatore CAD ha bisogno della massima ampiezza dello schermo e della massima risoluzione spaziale, mentre il grafico che tratta immagini di tipo fotografico è più interessato alla resa dei colori e alla regolazione di luminosità e contrasto.
Si tratta di impostazioni diverse e non sempre un dato monitor riesce a soddisfarle tutte insieme con una data regolazione, per cui ciascun utilizzatore deve scegliere il compromesso più adatto al suo caso.

Purtroppo le combinazioni di colori usate dai sistemi operativi e dai programmi in circolazione non sono molto rispettose della corretta visualizzazione, per cui lo sfondo delle pagine viene tipicamente riprodotto come bianco di intensità massima, colore che dovrebbe invece essere riservato alla riproduzione delle immagini più luminose e abbaglianti. Diamo un suggerimento per coloro che passano lunghe ore davanti al monitor spulciando listati di programmi o testi in generale. Molti text editor consentono di personalizzare i colori dello sfondo e del testo. Il testo nero su bianco “spara” e, alla lunga stanca la vista. Forse è meglio impostare un testo bianco su nero.
Si tratta ovviamente di una considerazione soggettiva, ma vale la pena fare la prova.

Alcuni monitor CRT hanno i colori non ben allineati, sicchè intorno ai caratteri compare un fastidioso bordo colorato. Una volta regolato il fuoco, se il problema persiste conviene scegliere un testo verde su sfondo nero. E’ una impostazione che evoca i vecchi terminali a fosfori verdi e fa un po’ retrò, ma elimina il problema del bordo iridescente.

Infine, ricordarsi di rilassare periodicamente l’occhio portando lo sguardo alternativamente verso oggetti più lontani e oggetti più vicini, in modo da esercitare i muscoli dell’occhio.

Avvertenza. Le considerazioni di natura fisiologica qui riportate sono basate solo sull’esperienza dell’autore (che non sono io), e non hanno una base scientifica. I disturbi della visione potrebbero essere la manifestazione di problemi più gravi da sottoporre all’attenzione di un medico.

Guida al montaggio di un cavo di rete

 


Guida al montaggio di un cavo di rete UTP RJ45 CAT5
Diretto o Incrociato (Crossover) secondo le specifiche EIA568A e B.

 

Nota preliminare:

I cavi usati nelle reti possono essere di vario tipo:

  • Thinnet coassiale:
    diametro un quarto di pollice,
    massima lunghezza 182 metri, cavo standard RG58/U (anima rame pieno),
    RG58A/U (anima multifili intrecciati), RG58C/U (specifiche militari).
  • Thicknet coassiale:
    diametro mezzo pollice, massima lunghezza
    500 metri.
  • UTP (Unshielded Twisted Pair):
    cavo con coppie
    avvolte non schermato (non protetto da interferenze elettromagnetiche),
    massima lunghezza 100 metri.
  • STP (Shilded Twisted Pair):
    simile ad UTP con schermatura in calza
    metallica.
  • Fibra Ottica:
    coppia di fili di vetro che trasportano segnali
    luminosi, uno é il canale di trasmissione e l’altro quello di
    ricezione, lunghezza massima chilometri.

Continua »

Set 10, 2010 - Informatica    Non ci sono Commenti

Tabella codici ASCII

Tabella codici ASCII

La sigla “ASCII” sta per: “American Standard Code for Information Interchange”, cioe’ “Standard americano

per lo scambio di informazioni”.

Un codice ASCII e’ la rappresentazione numerica di un carattere in quanto il computer puo’ solo capire

numeri e codici. Per esempio il carattere “@” e’ rappresentato dal codice ASCII “64”, “Y” dall'”89″, “+” dal

“43”, ecc.

Pero’ un codice ASCII puo’ anche rappresentare una specifica azione, come “vai a capo”, codice ASCII “10”,

oppure “cancella”, codice “127”, ecc.

Il codice ASCII fu inventato molti anni fa per le comunicazioni fra telescriventi (infatti ci sono dei

codici di comandi specifici che sono quasi incomprensibili, ma al tempo avevano la loro funzione), poi man

mano e’ diventato uno standard mondiale.

Parlando di un caso piu’ pratico, quando qualcuno richiede un testo in formato ASCII, per esempio il vostro

curriculum, oppure un articolo, ecc, significa che richiede un testo nel formato standard in modo che possa

facilmente riutilizzarlo nei propri programmi.

Infatti il formato ASCII e’ universalmente riconosciuto da tutti i computer, cosa che non e’ vera nel caso

di testi “formattati”, cioe’ con sottolineature, stili, grassetti, ecc.

Un file in formato ASCII puo’ essere creato utilizzando il Blocco Note di Windows, oppure salvando in

formato “solo testo” da un qualsiasi programma di videoscrittura, come Word o simili.

Continua »

Set 10, 2010 - Informatica    Non ci sono Commenti

Creare una popup

Creare una popup

Dovete inserire una popup nel vostro sito?
E’ semplicissimo!
Inserite il seguente codice tra le tag e della pagina di richiamo.



Poi inserite il seguente codice nella posizione in cui desiderate creare il collegamento.


HREF=”url della tua pagina”
onClick=”return popup(this, ‘notes’)”>Collegamento popup

Questo è il risultato:

Collegamento popup

Set 9, 2010 - Informatica    Non ci sono Commenti

Testo accanto all’immagine

Testo accanto all’immagine

Ecco il codice che vi permette di mettere il testo di fianco ad un’immagine nel vostro sito web.

il tuo testo

Ecco un esempio:

Questo è un testo scritto di fianco a un’immagine!

Si possono mettere anche
piu’ righe!

Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su OK o proseguendo nella navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi